Zymas aveva solo cinquecento soldati, fra fanti e cavalieri, ma quelli erano tempi in cui un villaggio contava cinque famiglie e una città cinquanta, per cui cinquecento soldati erano più che sufficienti per sottomettere chiunque doveva essere sottomesso. E se qualche gruppo di baroni o di conti univano le loro misere forze tanto da superare in numero quelle di Zymas, erano lo stesso destinati a fallire. Se erano in dieci, si poteva essere certi che uno si era unito ai ribelli come agente del Re, due come uomini di Zymas e che gli altri sarebbero stati impiccati entro un mese.

Zymas aveva conosciuto giorni di gloria lungo la frontiera, dove le tribù barbare delle montagne si erano massacrate da sole contro le alabarde dell’esercito di Zymas. E c’erano stati giorni di gloria sulla costa, quando i predoni orientali erano approdati con le loro imbarcazioni ed erano morti a centinaia prima di superare la linea della marea. Oh, Zymas era un potente guerriero! Ma ora che tutti i nemici esterni del Re erano stati sconfitti e pagavano un tributo, Zymas guidava i suoi uomini dalle montagne alla costa non per difendere Burland dagli attacchi, ma per proteggere gli esattori di tasse, per punire i riottosi, per terrorizzare i deboli e gli indifesi.

C’erano alcuni che dicevano che Zymas non aveva cuore, che uccideva per il gusto di uccidere. Altri dicevano che Zymas non aveva una sua volontà, che non si sognava neppure di mettere in discussione gli ordini che il Re gli dava. Ma coloro che dicevano queste cose erano in errore.

Zymas si accampò per la notte con il suo mezzo migliaio di uomini sulla riva del Burring, molto a monte, dove gli abitanti chiamavano ancora il fiume Banning.



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