Uomini e donne della folla si misero a muoverle obiezioni e cominciarono a discutere tra loro. Continuarono ad attraversare la strada; alcuni passarono all’interno del muro. E tuttavia lasciarono libero il passaggio, o quasi. Come la caposquadra non aveva esperienza nel dare ordini a una folla, così anche quegli uomini e quelle donne non avevano esperienza nel formare una folla. Membri di una comunità, non elementi di una collettività, non erano spinti da sentimenti di massa; c’erano altrettante emozioni diverse, tra loro, quante erano le persone. E, non aspettandosi che gli ordini potessero essere arbitrali, non avevano pratica nel disobbedirli. La loro inesperienza salvò la vita del passeggero.

Alcuni di loro erano venuti per uccidere un traditore. Altri erano venuti per impedirgli di lasciare il pianeta, o per lanciargli delle invettive, o semplicemente per vederlo; e tutti questi altri ostruirono il percorso breve e diretto degli assassini. Nessuno aveva armi da fuoco, ma un paio aveva un coltello. Un’aggressione, per loro, significava attacco diretto, corpo a corpo; volevano avere il traditore fra le mani. Erano convinti che sarebbe arrivato sotto sorveglianza, in un veicolo. Mentre cercavano di ispezionare un camion e discutevano con l’autista indignato, l’uomo che cercavano arrivò a piedi lungo la strada, da solo. Quando lo riconobbero, aveva già attraversato una buona metà del campo, seguito da cinque addetti della Difesa. Coloro che avevano desiderato di ucciderlo si consolarono con l’inseguimento, troppo tardi, e col lancio di pietre, non troppo tardi. Riuscirono soltanto ad affannare l’uomo da loro cercato, che giunse esausto alla nave, ma un ciottolo da un chilo colpì un addetto della Difesa sulla tempia, uccidendolo sul colpo.



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