
— Non lo credo — rispose lentamente Clawly. — Ha preso delle precauzioni notevoli. Inoltre, questo non concorda con la reticenza dei soggetti a parlare dei propri incubi.
— Inoltre — continuò Tempelmar — non ci siamo ancora avvicinati di un passo alla causa nascosta del fenomeno. Potrebbe trattarsi di qualsiasi cosa… per esempio, di qualche effetto fisiologico imprevisto dell’energia subtronica, che è entrata nell’uso comune proprio trent’anni fa.
— Precisamente — disse Clawly — e per ora limitiamoci a lasciare così le cose… un aumento notevolissimo degli incubi, con paesaggi stranamente simili, il tutto dovuto a una causa sconosciuta… mentre io… — diede un’altra occhiata alla posizione della linea dell’alba — mentre io affronterò molto rapidamente questi argomenti, che personalmente considero il nocciolo del problema: l’apparizione dell’amnesia nascosta e il mancato riconoscimento illusorio. Per primo prendiamo in considerazione il mancato riconoscimento.
Sembrò che Conjerly fosse sul punto di interrompere, e nuovamente qualcosa lo fermò. Clawly ebbe l’impressione che si fosse trattato di un rapido gesto di Tempelmar.
Toccò la scatoletta. Alcune centinaia di puntini gialli apparvero sulla Carta Planetaria, per lo più raggruppati a tre o quattro per volta.
Disse: — Questa volta, ricordate, non possiamo risalire di cinquant’anni. Sono cose tanto recenti che perfino nel Rapporto sullo Stato Psicologico del Mondo dell’anno scorso non se ne faceva il minimo cenno. Come hanno stabilito gli esperti, siamo alle prese con un tipo di disturbo nervoso di natura completamente nuova. Perlomeno, non possiamo risalire a casi verificatisi prima di due anni or sono. E il periodo contemplato dalla proiezione è proprio questo: gli ultimi due anni.
