«Borgogna.»

«Benissimo, portane una bottiglia anche a me.»

York sembrava divertito. «Avete un appetito formidabile, Capitano.»

«Questa è una città for-mi-da-bi-le,» disse Marsh scandendo bene ogni sillaba. «Ed un fiume for-mi-da-bi-le, Mister York. Bisogna mettersi in forze. Non siamo a New York, e neppure a Londra.»

«Oh, ne sono ben consapevole,» rispose York.

«Beh, lo spero per voi, se avete seriamente intenzione di dedicarvi alla navigazione. I battelli qui, sono la cosa più for-mi-da-bi-le di tutto.»

«Veniamo agli affari, dunque, senz’altro indugio. Voi possedete una linea di navigazione per il trasporto di merci e passeggeri. Desidero acquistare metà dell’impresa, e visto che siete qui, immagino che la mia offerta vi interessi.»

«M’interessa in maniera considerevole,» confermò Marsh, «e altrettanto considerevole è la mia perplessità. Voi, York, non avete affatto l’aria di uno sprovveduto. E di sicuro, avete preso le dovute informazioni sul mio conto prima di scrivermi questa lettera.» Con un dito picchiettò sulla busta. «Sicché, per certo sapete che l’inverno scorso mi ha praticamente mandato in rovina.»

York non espresse commenti, ma qualcosa nella sua espressione invitò Marsh a continuare.

«La Fevre River Packet Company, sono io,» proseguì il Capitano. «L’ho chiamata così in ricordo del luogo in cui sono nato, lassù sul Fevre, vicino Galena, e non perché lavorassi solamente su quel fiume, il che, difatti, non è stato. Possedevo sei battelli, ed essi viaggiavano per lo più lungo il corso superiore del Mississippi, da St. Louis a St. Paul, con qualche puntata sul Fevre, l’Illinois e il Missouri. Gli affari andavano benone, ogni anno aggiungevo uno o due battelli nuovi, e contavo di inserirmi nel traffico commerciale dell’Ohio, o forse addirittura di entrare nella rete di scambi di New Orleans.



6 из 474