
Ma i piedi lo portarono verso la Cittadella.
Quando la prima lama di luce solare spezzò le nubi a est, le campane del mattino cominciarono a suonare dal Tempio del Marinaio giù verso il porto. Il Tempio del Lord si unì ai rintocchi un attimo dopo, poi furono i Sette Santuari dai loro giardini sulla riva opposta del fiume Vino di Miele, infine il Tempio Stellato, che per mille anni era stato lo scanno dell’Alto Sacerdote prima che Aegon Targaryen il Conquistatore sbarcasse ad Approdo del Re. Tutti quei rintocchi si fusero in un’unica melodia. "Anche se non è dolce quanto il canto di un solo usignolo."
Pate udiva anche un canto, sotto la voce delle campane. Ogni mattina, alle prime luci, i preti rossi si radunavano per accogliere il sole all’esterno del loro modesto tempio sul fronte del porto. "Perché oscura è la notte e piena di terrori." Pate li aveva uditi centinaia di volte intonare quelle parole, chiedendo al loro dio R’hllor, Signore della luce, di salvarli dalle tenebre. I Sette Dèi erano sufficienti per Pate, ma aveva udito che ora Stannis Baratheon si era messo a adorare i fuochi notturni. Stannis era addirittura arrivato a sostituire sui vessilli il cervo incoronato, simbolo della sua antica casata, con il cuore fiammeggiante di R’hllor. "Se dovesse salire sul Trono di Spade, tutti noi faremmo bene a imparare le parole di quel canto" pensò Pate, ma la cosa non sembrava probabile. Tywin Lannister aveva sbaragliato Stannis e R’hllor sul fiume delle Acque Nere, ben presto il lord del Leone li avrebbe finiti, issando la testa dell’aspirante re Baratheon su una picca sopra le porte di Approdo del Re.
Mentre le brume della notte si dileguavano, Vecchia Città prese forma attorno a Pate, emergendo come una teoria di spettri dal plumbeo della prealba.
