Era anche un cumulo di sciocchezze. I titoli dei capitoli erano: “Come entrare in contatto con la tua fata interiore”, “Come le fate ci possono aiutare ad avere successo nel mondo aziendale” e “Perché non dovresti badare agli increduli”.

— Mi metta pure nella lista — dissi. Le passai il Browning.

— Questo non l’ha preso nessuno per quasi un anno — disse Lorraine.

— Davvero? Be’, ora l’ho preso io. — Raccolsi i miei Borges, Browning e Baum e andai a mangiare un boccone all’Earth Mother.

POULAINES (1350–1480)

Morbide calzature di pelle o di stoffa, con punta allungata. Originarie della Polonia (da qui, poulaines; gli inglesi le chiamavano crackowes, da Cracovia) o più logicamente importate dal Medio Oriente dai crociati, furono in breve una mania presso tutte le corti europee. Le punte diventarono più complicate, imbottite di muschio e sagomate a zampa di leone o a becco d’aquila, e progressivamente più lunghe, al punto che era impossibile camminare senza inciamparvi e del tutto impossibile inginocchiarsi; per tenere in alto la punta, bisognava legarsi al ginocchio una catenella, d’oro o d’argento. Trasferita alle armature, la moda delle poulaines divenne un vero pericolo: nella battaglia di Sempach, nel 1386, i cavalieri austriaci erano inchiodati sul posto dalle calzature metalliche à la poulaine, e furono costretti a tagliare via la punta a colpi di spada per non farsi prendere, diciamo così, in contropiede. Moda soppiantata dalla scarpa a becco d’oca, legata alla caviglia, a punta quadrata, che subito divenne assurdamente larga.


L’Earth Mother ha cibo decente e un tè freddo così buono che lo ordino in qualsiasi periodo dell’anno. In più è un ottimo locale per studiare le mode. Non solo il suo menu è trendy (al momento, vegetariano ruspante) ma sono trendy anche i camerieri. E poi lì davanti c’è un’edicola che tiene tutti i quotidiani alternativi.



20 из 197