Ci sono intrighi su vasta scala, come nell'Italia del Rinascimento (ma senza il Vaticano), e bande mercenarie che scorrazzano tutt'intorno con intere flotte di astronavi, pronte a vendersi al miglior offerente… sempre che vi siano sufficienti garanzie di salvare la pelle per godersi la paga.

È precisamente in questa situazione che si ritrova ad agire Miles Vorkosigan, il fragile e minuto figlio dell'ex reggente di Barrayar, ora diventato primo ministro, e nipote di colui che liberò il pianeta dall'occupazione cetagandana. Miles era già l'eroe del secondo romanzo della Bujold, The Warrior's Apprentice, pubblicato nel 1986, appena un anno dopo il suo racconto d'esordio, "Barter", apparso sulla rivista Twilight Zone (il primo romanzo dell'autrice, Shards of Honor apparve anch'esso nel 1986). Il problema di Miles è che, nonostante il suo handicap fisico (dovuto a una menomazione subita nel grembo materno, durante un attentato ai danni dei genitori), la sua mente è molto più brillante e veloce di tutte quelle che gli stanno attorno. Ma un conto è sapere che cosa si dovrebbe fare in ogni situazione, un altro è riuscire a farlo. Miles ha bisogno dell'aiuto degli altri e questo significa dover lottare contro la burocrazia, la tradizione, l'incompetenza e la natura umana; ma c'è un fatto a rendere ancora più difficile la sua posizione, perché Miles capisce perfettamente che non si può prescindere dalla burocrazia e dalla tradizione, e inoltre che l'incompetenza e la natura umana sono fattori ineliminabili.

Sono pochi gli eroi come Miles nella letteratura di fantascienza; forse si possono ricordare, per gli handicap fisici, Waldo F. Jones in "Waldo" di Heinlein e, in termini di irrilevanza fisica, il "Mulo" di Asimov, anche se questi possiede la singolare abilità di controllare le emozioni altrui.



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