
— Desideravano due cose opposte.
— Si vergognano di provenire da famiglie dissidenti. E cercano di nasconderlo, al punto che tua madre rifiuta di ammettere con chiunque di essere nativa dello Utah, perché nessuno sospetti la verità. Tuo padre rinnega i suoi antenati polacchi, perché la Polonia è una nazione dissidente e sotto sanzioni internazionali a causa di questo. Così vedi bene che avere un Terzo, anche in obbedienza a esplicite istruzioni del governo, distrusse tutto ciò che avevano cercato di costruire.
— Questo lo so.
— Ma la cosa è ancora più complicata. Tuo padre ha voluto darti il nome di uno dei santi del calendario. Anzi, è giunto al punto di battezzarvi lui stesso tutti e tre quando foste portati a casa dopo la nascita. E tua madre non era d’accordo. Ogni volta litigarono, e non perché lei fosse contraria al sacramento ma perché non voleva che foste battezzati come cattolici. Nessuno dei due ha veramente abbandonato la sua religione. Ti guardano e vedono in te un motivo di orgoglio, perché sono riusciti ad aggirare la legge e ad avere un Terzo. Ma tu sei anche un emblema della loro vigliaccheria, perché non osano andare ancora più in là e praticare la dissidenza che nel loro intimo continuano a ritenere giusta. E sei anche il simbolo della loro vergogna sociale, perché la tua stessa presenza interferisce con gli sforzi che fanno per essere integrati nella normale società non dissidente.
— Lei come fa a sapere tutto questo?
— Abbiamo monitorato tuo fratello e tua sorella, Ender. E ti stupirebbe sapere quanto è sensibile quello strumento. Eravamo in collegamento diretto col tuo cervello. Sentivamo tutto quello che ti giungeva agli orecchi, che tu stessi ascoltando con attenzione o meno. E… che tu lo capissi o meno, noi lo capivamo.
— Così i miei genitori mi amano o non mi amano?
— Ti amano. La questione è se ti vogliono qui. La tua presenza in questa casa è un elemento di costante disgregazione. Una fonte di tensione. Capisci?
