Volse loro le spalle e si allontanò. Nessuno provò a seguirlo. Uscito da scuola s’avviò nel corridoio sotterraneo verso la fermata del bus, e fece in tempo a sentire uno di loro che diceva: — Gesù! Guardalo, gli ha spaccato la faccia. — Ender appoggiò la fronte alla parete, e pianse fino all’arrivo dell’autobus. Sono uguale a Peter. Mi avete levato il monitor, e adesso sono proprio come Peter.

CAPITOLO SECONDO

PETER


— Ebbene, gli è stato tolto. Come se la cava?

— Vivendo nel corpo di qualcuno per qualche anno ci si abitua ad esso. Ma ora, guardando la sua faccia, non riesco a capire cosa gli succede. L’espressione dei lineamenti non mi dice molto. Io sono abituato a sentirla, più che a vederla.

— Avanti, qui non stiamo parlando di psicanalisi. Noi siamo militari, non medici-stregoni. Lei lo ha appena visto battere come un materasso il capo di quella piccola banda.

— Ha esagerato. Non si è limitato a vincerlo: lo ha schiacciato. Come Mazer Rackham fece agli…

— Me lo risparmi. Così, i membri della commissione hanno dato parere favorevole.

— Quasi tutti. Vediamo cosa succederà con suo fratello, ora che non ha più il monitor.

— Suo fratello. Lei non ha paura di ciò che suo fratello potrebbe fargli?

— È stato lei a dirmi che questa era una faccenda priva di rischi.

— Ho riesaminato alcuni dei nastri, e non posso fare a meno di preoccuparmi. Quel ragazzino mi piace. Ho idea che lo stiamo spremendo troppo.



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