
— Ah, vuoi sfidarmi, eh? Vuoi batterti con me, Terzocchio?
I ragazzini alle spalle di Ender lo afferrarono per le braccia e lo tennero fermo.
Ender non aveva nessuna voglia di ridere, ma rivolse loro un sogghigno misurato. — Ci vogliono cinque di voi per picchiare un Terzo solo?
— Noi siamo normali, non Terzi, faccia di merda. Tu non hai la forza di una scoreggia!
Ma gli tolsero le mani di dosso. E nello stesso istante in cui lo lasciavano Ender colpì Stilson allo sterno con un pugno in cui mise tutta la sua forza. L’avversario cadde lungo disteso. Questo lo colse di sorpresa: non s’era aspettato di mettere a terra Stilson con un sol pugno. Non si rese conto che l’altro doveva aver preso la sfida alla leggera, e non era stato preparato a un colpo così disperato.
Nel vedere l’immobilità di Stilson gli altri sbarrarono gli occhi e si azzittirono, come chiedendosi se fosse vivo o morto. Ender stava invece pensando a come rintuzzare la prevedibile vendetta del ragazzo. L’indomani Stilson avrebbe fatto polpette di lui. Devo vincere adesso, e una volta per tutte, altrimenti mi dovrò battere con lui di continuo e ogni giorno sarà peggio.
Benché avesse appena sei anni Ender conosceva le regole non scritte della lotta. Era proibito infierire sull’avversario che giaceva a terra inerme; soltanto un animale l’avrebbe fatto.
Così si accostò a Stilson e lo colpì con un violento calcio nelle costole. Lui emise un grugnito e cercò di rotolare via. Ender gli girò attorno e gli sferrò una pedata al basso ventre. Dalla bocca di Stilson non uscì un lamento, ma si piegò in due e i suoi occhi si empirono di lacrime.
Ender rivolse agli altri uno sguardo freddo. — Forse vi sta venendo l’idea di buttarvi su di me. Probabilmente mi potete picchiare a sangue. E allora guardate quello che faccio alle carogne. Se ci provate, saprete che d’ora in poi aspetterò di trovarvi da soli, e saprete che vi succederà questo. — Con un altro calcio colpì Stilson in piena faccia. Il sangue gli uscì dal naso e ruscellò sul pavimento. — Solo che con voi non sarà così — disse. — Sarà molto peggio.
