
Sembra la scenografia per un balletto, e i folli personaggi e i curiosi costumi che vi compaiono non guastano l’illusione. Tutt’altro. Diaghilev li avrebbe scritturati quasi tutti per i Balletti Russi, a prima vista, senza neppure informarsi se sapessero tenere il tempo.
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UN GUANTO DESTRO
Beau si era recato dietro al bar e stava parlando tranquillamente con Doc, ma i suoi occhi fissavano altrove; aveva un aspetto pallido e molto professionale nel suo abito bianco, e mi dissi, accidenti, sembra di essere nel Quartiere Latino. Ma non vedevo la Ragazzina. Sid, finalmente si stava recando dal Ragazzo dopo il lavoro di recuperare Marcus. Mi fece un cenno, e io mi diressi verso di lui, portandomi dietro anche Erich.
— Benvenuto, caro giovanotto — attaccò Sid. — Io sono Sidney Lessingham, vostro ospite, e inglese al par di voi. Nacqui a King’s Lynn nell’anno di grazia 1564, e studiai a Cambridge, ma Londra fu la mia vita e la mia morte, sebbene io sia sopravvissuto a Bessie, Jimmie, Charlie e per poco quasi anche a Ollie… cioè Elisabetta la Grande, re Giacomo, re Carlo e Oliviero Cromwell. Quanto alla vita, poi, che vita! Di volta in volta cancelliere, spia, mezzano… due professioni che calzano come mano e guanto… poeta senza valore, accattone e trafficante in contratti di resurrezione. Beau Lassiter, le nostre gole sono secche come l’esca di un acciarino!
