
— Ho accettato la Resurrezione, certo — disse Bruce, con gli occhi che mandavano fiamme. — Quando mi hanno tolto dalla mia linea di vita, a Passiondale, nel ’17, dieci minuti prima che morissi, mi sono aggrappato all’offerta della vita come un ubriaco si sarebbe aggrappato alla bottiglia. Ma allora credevo anche che avrei avuto l’occasione di correggere gli errori della storia, di lavorare per la pace.
Il tono della sua voce, a poco a poco, si era innalzato. Poco discosto dal nostro gruppetto, vidi che la Ragazzina lo stava osservando con una sorta di sguardo adorante.
— Ma cosa ho scoperto, poi? Per che cosa mi volevano, i Ragni? Soltanto per combattere altre guerre, una serie infinita di guerre, sempre più crudeli e più orribili; per allargare il solco della morte a ogni Grande Cambio, scavarci il cammino in modo da avvicinarsi sempre più alla morte del cosmo.
Mentre Bruce continuava a declamare, Sid mi toccò il polso e mi disse: — Qual tipo di cosa, a tuo parere, potrà risultare grata, e così calmare questo furfante agitato dal fuoco? Ti chiedo in amicizia di assicurartene.
Senza distogliere neppure io gli occhi da Bruce, gli risposi: — Conosco una persona che sarà lieta di servirgli qualsiasi cosa, non appena si sarà accorto di lei.
— La Ragazzina, mia cara? Bene. Quel furfante parla come un angelo offeso. Le sue parole mi toccano profondamente, ed è una cosa che non amo affatto.
Bruce stava continuando, con voce roca, ma comprensibile: — E così noi veniamo inviati a compiere operazioni nel passato, e da ciascuna di queste operazioni cominciano ad alitare i Venti del Cambio, in direzione del futuro, lenti o rapidi a seconda delle opposizioni che incontrano, occasionalmente confondendosi l’uno nell’altro, e ciascuno di tali Venti potrebbe anticipare la data della nostra morte, farla cadere prima della nostra Resurrezione, cosicché in un solo istante… anche qui, fuori del cosmo… rischiamo di marcire e consumarci o di cadere in polvere e svanire. Il Vento a noi destinato può insinuarsi attraverso la Porta…
