Per dirlo con le parole che voi stesso avete riferito alla Grecia, signore, è come una vecchia melodia suonata su un accordo leggermente diverso. Nella scia di un Grande Cambio, le culture e gli individui vengono trasposti, è vero, ma in generale continuano com’erano prima, con poche differenze, a eccezione della solita dispersione di singoli casi, spiacevoli, ma privi di importanza dal punto di vista statistico.

— E va bene, brutti barbogi… forse ho esagerato per amor di tesi — borbottò Bruce. — Ma tanto per cambiare, pensate un attimo ai metodi schifosi che usiamo nella nostra meravigliosa Guerra del Cambio. Avvelenare Churchill e Cleopatra. Rapire Einstein quando era ancora in fasce.

— Ma i Serpenti lo avevano già fatto prima di noi — intervenni io.

— Sì, e noi ci siamo affrettati a copiarli. Questo vi dimostra quanto siamo pieni di idee — ribatté, petulante come una donnetta. — Se abbiamo bisogno di Einstein, perché allora non lo facciamo Risorgere, e non trattiamo con lui quando è già adulto?

Intervenne Beau, facendo sfoggio di cultura in modi più pesanti: — Pardonnez-moi, ma quando avrete assaporato la vostra posizione di Demone un soupcon più a lungo, comprenderete che ben raramente si dà il caso che i grandi uomini possano Risorgere. Le loro essenze sono troppo cristallizzate, signore, le loro linee di vita sono troppo resistenti.

— E voi scusate me, ma mi sembrano tutte stupidaggini. Sono convinto che la maggior parte dei grandi uomini si rifiutino di firmare il patto con i Serpenti, o anche con i Ragni, per quel che importa. Essi disdegnano la Resurrezione, al prezzo a cui viene loro offerta.

— Amico, non sono poi così grandi — mormorai io, mentre Bruce gli piombava addosso con un: — Sia come sia; voi, signore, avete accettato la Resurrezione, e in tal modo vi siete assunto un impegno cui, da gentiluomo, vorrete certamente fare onore.



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