Comunque non funzionò. Sono davvero pochi i modi sicuri per uccidere gli immortali: il sole, il fuoco… Si deve mirare al totale annullamento. E, dopotutto, è del vampiro Lestat che stiamo parlando.

Claudia pagò per quel crimine: venne giustiziata dalla malvagia congrega di bevitori di sangue che prosperava, nel cuore di Parigi, all’interno del turpe Teatro dei Vampiri. Trasformando una bambina così piccola in una bevitrice di sangue, io avevo infranto le regole e soltanto per quella ragione i mostri parigini si arrogarono il diritto di mettere fine alla sua vita. Ma anche lei aveva infranto le loro regole, tentando di distruggere il proprio creatore. Fu dunque la logica conseguenza di quest’ultimo atto se la lasciarono in balia dell’accecante luce del giorno, che la ridusse in cenere.

Trovo che sia un modo orribile di giustiziare qualcuno: chi mette in pratica la pena deve infatti ritirarsi poi con estrema rapidità nella propria bara, e quindi non è neppure in grado di assistere all’esecuzione, operata dai potenti raggi del sole, della propria spietata sentenza. Eppure quello è ciò che fecero a quella squisita e delicata creatura che io, in una misera colonia spagnola del Nuovo Mondo, avevo forgiato col mio sangue vampiresco, partendo da un esserino derelitto, sporco e cencioso… E lei era diventata amica e pupilla; il mio amore, la mia musa, la mia compagna di caccia. E, ovviamente, anche mia figlia.

Leggete Intervista col vampiro, e saprete tutto su quel fatto. Si tratta della versione di Louis del periodo trascorso insieme. Egli racconta del suo amore per la nostra bambina e della sua vendetta contro chi la uccise.



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