
— A niente, per quello che ne so io.
Ged conservò il baccello per un tratto di strada, quando proseguirono, e poi lo gettò via.
— Quando conoscerai il quadrifoglio in tutte le sue stagioni, radici e foglie e fiori e semi, alla vista e all’odore, allora potrai imparare il suo vero nome, conoscendo il suo essere: e questo è più del suo uso. Dopotutto, che utilità hai tu? O io stesso? La montagna di Gont è utile? O il mare aperto? — Ogion proseguì per circa mezzo miglio, poi disse: — Per udire, bisogna tacere.
Il ragazzo aggrottò la fronte. Non gli piaceva fare la figura dello sciocco. Dominò il risentimento e l’impazienza e tentò di essere ubbidiente, in modo che Ogion acconsentisse finalmente a insegnargli qualcosa. Perché lui smaniava dalla voglia d’imparare, di acquisire poteri. Ma cominciava ad avere l’impressione che avrebbe potuto imparare di più andando in giro in compagnia di un qualunque raccoglitore d’erbe o incantatore di villaggio; e mentre aggiravano la montagna verso occidente, addentrandosi nelle solitarie foreste oltre Wiss, si chiese sempre più spesso dove fossero la grandezza e la magia di quel gran mago Ogion. Quando pioveva, Ogion non pronunciava neppure l’incantesimo che tutti i maghi della pioggia conoscono, per scacciare il temporale. In una terra dove gli incantatori sono numerosi, come Gont o le Enlades, potete vedere una nube gonfia di pioggia che procede lentamente da una parte all’altra, da un luogo all’altro, quando un incantesimo la scaccia verso un altro incantesimo fino a quando viene scagliata sul mare, dove può piovere in pace. Ma Ogion lasciava che la pioggia cadesse dove voleva. Trovava un grosso abete e si sdraiava sotto i suoi rami. Ged si rannicchiava tra gli arbusti sgocciolanti, bagnato e incupito, e si domandava a cosa servisse avere il potere se si era troppo saggi per usarlo, e si rammaricava di non essere diventato apprendista di quel vecchio mago della pioggia, perché allora, almeno, avrebbe dormito all’asciutto. Non esprimeva a voce alta i suoi pensieri. Non diceva una parola. Il suo maestro sorrideva, e si addormentava sotto la pioggia.
