
Questo fu il primo passo di Duny sulla via che avrebbe seguito per tutta la vita, la via della magia, la via che alla fine lo condusse in cerca di un’ombra sulla terra e sul mare, fino alle coste tenebrose del regno della morte. Ma mentre compiva quei primi passi, gli sembrava una via ampia e luminosa.
Quando scoprì che i falchi selvatici scendevano in picchiata dal vento se li invocava per nome, posandosi con un tuono d’ali sul suo polso, come i rapaci da caccia di un principe, arse dal desiderio di conoscere altri nomi e andò dalla zia, supplicandola d’insegnargli il nome dello sparviero e della procellaria e dell’aquila. Per guadagnarsi le parole del potere, fece tutto ciò che la strega gli chiedeva e imparò tutto ciò che gli insegnava, sebbene non tutto fosse piacevole da fare o da apprendere. A Gont c’è un detto, Debole come la magia di una donna; e ce n’è un altro, Malvagio come la magia di una donna. Ora, la strega di Dieci Ontani non era dedita alla magia nera, e non s’impicciava delle arti supreme o dei commerci con i Vecchi Poteri; ma poiché era una donna ignorante in mezzo a gente ignorante, spesso usava le sue arti a fini sciocchi o discutibili. Non sapeva nulla dell’Equilibrio e del Disegno che il vero mago conosce e serve, e che gli impediscono di usare i suoi incantesimi a meno che lo richieda un’autentica necessità. Lei aveva un incantesimo per ogni circostanza, e continuava a intessere sortilegi. Molta della sua scienza era ciarlataneria, e lei non sapeva distinguere i veri incantesimi dai falsi. Conosceva molte maledizioni, e forse era più abile a causare l’infermità che a guarirla. Come tutte le streghe dei villaggi sapeva preparare un filtro d’amore; ma c’erano altre pozioni, più pericolose, che preparava per servire la gelosia e l’odio degli uomini. Tuttavia teneva nascoste queste pratiche al suo giovane apprendista, e per quanto poteva gli insegnava l’arte più onesta.
