Little Tib azzardò: — Sì, mi piacerebbe.

— Anche a me — disse Nitty.

— Allora, giovanotto, perché non sei a scuola?

— E come potrebbe vedere la lavagna?

— Abbiamo attrezzature speciali per i ciechi, Nitty. Alla Grovehurst c’è una classe studiata apposta per ovviare alla loro menomazione. In questo momento non ricordo il nome dell’insegnante, ma è una giovane donna molto ben preparata.

Little Tib chiese: — Grovehurst è a Sugarland?

— Grovehurst è a Martinsburg — disse Mr. Parker. — Io sono il sovrintentende della Scuola Pubblica di Martinsburg. A che distanza siamo da Martinsburg, Nitty?

— Due o trecento chilometri, suppongo.

— Ti iscriveremo a quella classe non appena tornati a Martinsburg, giovanotto.

— Mi permetto di ricordarle — intervenne Nitty, — che stiamo andando a Macon.

— Suppongo che i tuoi documenti siano in ordine, no? Il tuo libretto d’iscrizione alla scuola precedente? Il permesso d’uscita, il certificato di nascita, e la tua carta retinica della Riserva Federale?

Little Tib sedette senza dir niente. Qualcuno gli mise in mano una pasta appiccicosa, ma non se la portò alla bocca.

— Mr. Parker, credo che non abbia documenti.

— Questa è una grave…

— Perché dovrebbe avere dei documenti? Non ha nessun cane!

Little Tib cominciò a piangere. — Vedo! — disse Mr. Parker. — È cieco. Nitty, credo che le sue retine siano state distrutte. Di conseguenza non esiste affatto.

— Al diavolo, se non esiste!

— Un fantasma. Ciò che vediamo è un fantasma, Nitty. Socialmente non è reale… è stato privato dell’esistenza.



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