
— Camminava nell’aria… — ansimò una donna. — E ballava!
— Questo bambino deve venire con me — esclamò il Dr. Prithivi. — Toglietevi di mezzo, per favore. — Afferrò Little Tib per un polso. Nitty però lo sollevò di nuovo e se lo mise a cavalcioni sulle spalle, con la testa fra le gambe. Lui mise le mani fra i folti capelli di Nitty e vi si afferrò. Altre mani si stavano allungando verso di lui; quando lo raggiungevano si limitavano però a sfiorarlo, come se non osassero fare di più.
— Ti metto giù — disse Nitty poco dopo. — Bada a non battere la testa. — Poi sotto i suoi piedi ci furono gli scalini dell’autobus, e il Dr. Prithivi lo aiutò a salire.
— Devi essere presentato al Dio — disse l’uomo. L’interno del veicolo era caldo e soffocante, e vi stagnava un odore dolciastro e opprimente. — Ecco qua. Adesso devi pregare. Hai qualcosa per fare un’offerta?
— No — disse Little Tib. La gente lo aveva seguito all’interno dell’autobus.
— Allora prega soltanto. — Il Dr. Prithivi doveva avere un accendisigaro: Little Tib ne sentì lo scatto. Poi ci fu il Ooooh! di meraviglia di quelli che erano entrati.
— Colui che ora vedete è Deva — disse loro il Dr. Prithivi. — Poiché non siete abituati a Lui, la prima cosa che notate è che Egli ha sei braccia. È per questo motivo che io porto questa croce, anch’essa fornita di sei bracci. Ma Deva è anche in rapporto con la cristianità, poiché come vedete in una mano tiene una croce a due bracci. Nelle altre (comincerò dalla seconda e farò il giro) stringe la mezzaluna dell’Islam, la Stella di Davide, un’immagine del Buddha, un fallo, e una spada katana, che io ho scelto a rappresentare lo scintoismo.
Little Tib cercò di pregare, come il Dr. Prithivi aveva richiesto. Per un verso era conscio di ciò che aveva fatto quando s’era messo a ballare con il leone, ma per l’altro no. Perché non era precipitato? Immaginò cos’avrebbe potuto provare se fosse andato a spaccarsi la testa sulle rocce in fondo al burrone, e fu scosso da un tremito.
