
— Dov’è? — chiese Little Tib.
— Meglio che tu non te lo metta, per ora. La cosa fondamentale è che, mentre tutti quanti guardano te e Nitty e il Dr. Prithivi e le altre maschere, io avrò l’opportunità di entrare nel municipio della contea e di riprogrammare il computer come ho stabilito.
— L’idea mi sembra funzionante — disse Nitty. — Pensa che riuscirà a metterla in pratica?
— È solo questione di ottenere una copia del programma in chiaro, e di aggiungerci alcune cosette. Adesso il programma prevede la graduale eliminazione del personale umano, là dove i dati indicano che le loro funzioni possono essere svolte con più economia dalle macchine. La mia aggiunta eliminerà dalla lista il lavoro di sovrintendente scolastico.
— E il mio — gli ricordò Nitty.
— Sì, naturalmente. Comunque, è altamente improbabile che ciò possa essere notato nella massa di regolamenti in linguaggio cifrato… o almeno, nessuno lo noterà per parecchi anni, e anche allora chi dovesse esaminare i dati penserà che sono il frutto di una decisione amministrativa.
— Uh-uh!
— Poi aggiungerò un comma grazie al quale saremo riammessi al lavoro, e dati che permetteranno a George d’essere iscritto al programma pro-ciechi della Grovehurst. L’intera faccenda non dovrebbe prendermi più di un paio d’ore al massimo.
— Sa cosa sto pensando? — mormorò Nitty.
— Che cosa?
— Penso che questo ragazzo qui è… quello che lei potrebbe chiamare un operatore di miracoli.
— Ti riferisci alla gamba della bambina. Non c’era nessun leone danzante l’altro ieri.
— Prima ancora. Lei ricorda di quando quelle donne della polizia ferroviaria ci hanno tirato la bomba a gas?
— Piuttosto vagamente a dirti la verità.
