Per la più parte del tempo Mr. Parker parlava come se lui fosse importante e Nitty no; ma quando disse: — Mangeremo qualcosa stamattina Nitty? — parve il contrario.

— Mangeremo sul treno — disse Nitty.

— Adesso prenderemo un treno, George, per Martinsburg — disse Mr. Parker a Little Tib.

Little Tib pensò che il treno passava troppo svelto per lasciarsi prendere, ma non lo disse.

— Dovrebbe passarne uno fra poco — disse Nitty. — Devono rallentare perché c’è una strada che attraversa i binari, laggiù. E quando arrivano qui non hanno ancora ripreso velocità. Non è necessario correre: basta aggrapparsi e tirarsi su.

In lontananza un gallo cantò, rauco.

Mr. Parker disse: — Quando io ero giovane, George, tutti pensavano che presto i treni sarebbero scomparsi. Non dissero però con cosa sarebbero stati sostituiti. Più tardi si capì poi che era utile avere treni, a patto che essi fossero di linea molto moderna. Questo fu fatto, come suppongo tu abbia appreso l’altr’anno, sostituendo con il magnesio e la fibra di vetro e l’alluminio tutto l’acciaio impiegato in precedenza. Questo inoltre non solo cambiò l’immagine del treno, rendendola più gradevole, ma permise di risparmiare energia sul peso… che è lo scopo, almeno in apparenza, dei disegnatori di carrozzerie. — Mr. Parker fece una pausa, e Little Tib poté udire il fruscio dell’acqua lì accanto, e più distante quello del vento fra gli alberi.

— Restava soltanto la noiosa faccenda del personale — continuò Mr. Parker. — Fortunatamente fu scoperto che meccanismi, degli stessi tipi che avevano tolto di mezzo gli insegnanti e altri, potevano essere sotituiti ai frenatori e ai macchinisti. Chi avrebbe creduto che condurre un treno fosse una routine meccanica, come insegnare a una classe? Ma fu provato che era così.



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