«Prendi la cosa troppo poco sul serio.»

«Condizionamento fin dalla più tenera età: perfetti sconosciuti che cercano di uccidermi mi fanno sentire a casa.» Un pensiero venato di una certa macabra allegria lo colpì. «Lo sai? Questa è la prima volta che qualcuno cerca di uccidermi per me stesso e non per la mia parentela. Ti ho mai raccontato di cosa ha fatto mio nonno quando ero…»

Elli interruppe le sue riminiscenze con un cenno del mento. «Credo che ci siamo…»

Miles seguì il suo sguardo. Era davvero stanco: lei aveva individuato il loro contatto prima di lui. L’uomo che veniva verso di loro con espressione interrogativa sul volto indossava abiti di foggia terrestre, ma i capelli erano tagliati alla foggia militare barrayarana. Forse era un sottufficiale: gli ufficiali preferivano un taglio romano patrizio meno severo. Devo tagliarmi i capelli, pensò Miles, avvertendo un improvviso fastidio a collo.

«Milord?» disse l’uomo.

«Sergente Barth?» rispose Miles.

L’uomo annuì e gettò un’occhiata a Elli. «Chi è?»

«La mia guardia del corpo.»

«Ah.»

Un restringersi impercettibile delle labbra e un’accenno appena di sorpresa nello sguardo, per indicare tanto disprezzo e divertimento. Miles sentì i muscoli del collo irrigidirsi. «È eccezionale nel suo lavoro.»

«Ne sono certo, signore. Da questa parte, prego.» Si voltò e li precedette.

Quel viso inespressivo rideva di lui, Miles lo sentiva, gli bastava guardargli la nuca, per capirlo. Elli, che si era accorta solo dell’improvviso aumento della tensione nell’aria, gli rivolse un’occhiata sconcertata. Va tutto bene, le rispose Miles con gli occhi, prendendole la mano e mettendosela sotto il braccio.

Seguirono a passo tranquillo la loro guida attraverso un negozio, poi giù per un pozzo di discesa, una rampa di scale; poi accelerarono l’andatura.



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