
«Ma adesso abbiamo trovato un pianeta. E cosa facciamo… lo studiamo ben bene e torniamo indietro?»
No, disse Nave. Non possiamo tornare.
«Ma se siamo partiti per questo. Noi e le altre navi, tutti in cerca di pianeti che la razza umana potesse colonizzare.»
Siamo stati lontano troppo a lungo, disse Nave. Non possiamo tornare indietro. Siamo stati via quasi mille anni. Se ripartissimo immediatamente, impiegheremmo quasi un altro millennio. Forse un po’ meno, perché non rallenteremmo per dare un’occhiata ai pianeti, ma sarebbero circa duemila anni dal momento della partenza. E forse impiegheremmo molto di più, perché la dilatazione del tempo costituirebbe un fattore, e non abbiamo dati attendibili in proposito. Ma ormai, probabilmente, siamo stati dimenticati. Vi saranno state documentazioni, ma ormai, molto probabilmente, sono andate dimenticate o perdute. Al nostro ritorno, saremmo così antiquati che la razza umana non saprebbe che farsene di noi. Di noi e di te e di Nicodemus. Costituiremmo un motivo d’imbarazzo, perché ricorderemmo i tentativi brancolanti di tanti secoli fa. Noi e Nicodemus saremmo tecnologicamente obsolescenti. E saresti obsolescente anche tu, ma in modo diverso… un barbaro venuto dal passato. Saresti superato socialmente, moralmente, politicamente. Forse, secondo i criteri correnti, appariresti come un idiota malvagio.
«Senti,» protestò Horton, «quel che dici non ha senso. C’erano altre navi…»
Forse alcune di esse hanno trovato pianeti adatti, disse Nave, poco dopo la partenza. In tal caso, potrebbero essere ritornate sane e salve alla Terra.
