Esso ha offerto saggezza al contadino, che bramava soltanto oro. Ma io desidero la saggezza più dell’oro, e certo sono istruito quanto basta a comprendere misteri e Poteri! Non conosco nessuno al di fuori di te che mi superi nella vera conoscenza delle cose segrete. E quando leggerai questo, Johannus, sorpasserò persino te! Ma potrebbe darsi che io acquisti un sapere che mi consenta di trasportarmi, grazie a un mistero, fino alla tua soffitta, e colà informarti io stesso, prima che ti giunga questa mia lettera, degli esiti di quest’insuperabile buona sorte che mi fa tremar tutto d’agitazione ogni qualvolta ci penso.

Il tuo amico Carolus

alla locanda della Testa del Goto a Padua


fortuna, forse, che mi si sia presentata l’occasione di spedirti una seconda missiva, tramite un soldato sciancato che è stato congedato da una banda di mercenari e viaggi verso casa per poi starsene seduto a poltrire al sole per il resto della sua vita. Gli ho dato un pezzo d’oro e gli ho promesso che tu gliene avresti dato un altro quando ti avesse consegnato questo messaggio. Manterrai o no questa promessa, come ti piacerà, ma c’è quanto meno il valore d’un pezzo d’oro in questo frammento di pergamena coperto da strani simboli, che allego qui per te.

Ordunque: Sono in comunicazione quotidiana con il Potere del quale ti scrissi, e apprendo giornalmente grandi misteri.

E altresì eseguo, già, meraviglie quali nessun uomo è mai riuscito a compiere, per mezzo di certi sigilli o talismani che il Potere ha preparato per me.

Parimenti, però, il Potere si rifiuta recisamente di confidarmi i Nomi o gli incantesimi grazie ai quali tali cose vengon fatte, così da potermi preparare da solo tali sigilli. Invece m’istruisce su disparati argomenti che non hanno nessun rapporto con la realizzazione delle meraviglie, con mia amara impazienza che a stento nascondo.



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