L’espressione di innocenza offesa di Hooch durò più a lungo del sorriso di Harrison, più o meno come Hooch si era aspettato.

«Ascoltami bene, Hooch» esordì Harrison.

«Forse sarebbe meglio che tu mi chiamassi ‘signor Ulysses Palmer’» disse Hooch. «Solo gli amici mi chiamano Hooch.»

Ma Harrison non abboccò, e non cominciò a protestare eterna amicizia. «Ascoltami bene, signor Palmer» riprese. «Sappiamo benissimo tutti e due che questa faccenda non ha niente a che vedere con l’amicizia. Tu vuoi diventare ricco e io voglio diventare governatore di un vero Stato. Io ho bisogno del tuo liquore per diventare governatore, e tu hai bisogno della mia protezione per diventare ricco. Ma stavolta hai esagerato. Capito? Per quello che me ne importa, puoi anche avere il monopolio, ma se non mi garantisci un costante rifornimento di whisky, d’ora in avanti andrò a cercarmelo da qualche altra parte.»

«Via, governatore Harrison, posso capire che nell’attesa tu possa esserti innervosito. Ma voglio farmi perdonare. Che ne diresti se ti mettessi da parte sei botticelle di whisky della migliore qualità, tutte per te…»

Ma Harrison non era nella disposizione di spirito più adatta a farsi corrompere. «Ti stai scordando, signor Palmer, che se volessi quel whisky potrei anche prendermelo tutto.»

Be’, se Harrison poteva permettersi di essere brusco, Hooch poteva ripagarlo della stessa moneta, anche se era il genere di cose che per abitudine diceva col sorriso sulle labbra. «Signor governatore, puoi prenderti tutto il mio whisky una volta. Ma poi quale mercante vorrà più fare affari con te?»



17 из 364