
«Ho messo a punto una teoria delle stelle,» dice Muller mentre ci scaldiamo le mani sulla stufa a olio Primus in modo che abbiano sensibilità sufficiente a tenere la valvola autoregolatrice senza far cadere il liquido. «Non sono globi di fuoco come affermano gli scienziati. Sono ghiacciate.»
«Come possiamo vederle se sono ghiacciate?» domando. Muller si offende se non discuto con lui. La discussione fa parte della teoria.
«Guarda la trasmittente!» dice, indicando l’apparecchio sventrato che giace sul tavolo. Ne vediamo la parte posteriore, e sul tubo di vetro della valvola si nota il riflesso rossastro della fiamma della stufa. «La luce è il riflesso sul ghiaccio della stella.»
«Un riflesso di che cosa?»
«Dei proiettili, naturalmente.»
Non gli dico che le stelle esistevano ancor prima che ci fosse questa guerra, perché Muller non saprebbe che cosa rispondere, e non ho nessuna voglia di distruggere la sua teoria; e poi non sono del tutto certo che ci sia stato un tempo in cui questa guerra non esisteva. Le bombe a stella sono sempre esplose sui crateri innevati della Terra di Nessuno, frantumandosi in una nebbiolina biancorossa, e forse la teoria di Muller è esatta.
«A questo punto,» disse Travers, «allo stato attuale, nessuna informazione può più essere trasmessa al di fuori del buco nero, perché la gravità è diventata molto forte, e così il collasso della stella appare ghiacciato al raggio di Schwarzschild.»
«Ghiacciato,» ripetei, pensando a Muller.
«Proprio così. Infatti i russi chiamano i buchi neri “stelle ghiacciate”. Lei è stato sul fronte russo, vero?»
«Che cosa?»
«Nella prima guerra mondiale.»
«Ma la stella non si ghiaccia realmente,» affermai. «Continua a collassare.»
«Già, è così,» rispose Travers. «Continua a col lassare su se stessa fino a quando gli stessi atomi vengono privati dei loro elettroni e non resta niente a parte ciò che chiamano una nuda singolarità, ma noi non possiamo vedere oltre il raggio di Schwarzschild. e nessuno all’interno di un buco nero ci può dire cosa succede là dentro perché non può inviare messaggi, e così nessuno può sapere quello che avviene all’interno di un buco nero.»
