«Supponga di avere un osservatore fisso qua.» Allontanò la mano incurvata e tenne alto l’indice dell’altra a rappresentare l’osservatore fisso. «E c’è qualcuno nella stella. Diciamo che quando la stella inizia a collassare, la persona al suo interno emette un raggio luce in direzione dell’osservatore fisso. Se la stella non ha raggiunto il raggio di Schwarzschild, l’osservatore fisso potrà vedere la luce, ma ci vorrà più tempo perché questa lo raggiunga, dato che la gravità del buco nero sta attirando la luce al suo interno, dunque sembrerà che il tempo all’interno della stella scorra più lentamente, e le lunghezze d’onda saranno state allungate, per cui la luce sarà più rossa. Naturalmente questo è solo un problema ipotetico. Nessuno potrebbe mai trovarsi in una stella che collassa per inviare i messaggi.»

«Abbiamo spedito dei messaggi,» dissi. «Ho scritto a mia madre per chiederle di lavorarmi a maglia un paio di guanti.»


Ci sono ancora problemi con la trasmittente. Abbiamo ricevuto un solo messaggio in due settimane. Diceva: «La resistenza russa sta cedendo,» e c’era così tanta elettricità statica che non abbiamo capito il resto. Abbiamo smontato due volte la trasmittente, pezzo per pezzo. La prima volta abbiamo trovato un cavo staccato, ma la seconda niente. Se ci fosse Hans, troverebbe subito il problema.

«Ho una teoria sulla trasmittente,» dice Muller. Ha elaborato dieci teorie in altrettanti giorni: il magnete dei russi sta risucchiando i nostri segnali nella sua direzione; le luci settentrionali, che si sono spostate inquiete all’orizzonte, creano una cortina che blocca i segnali della trasmittente; la resistenza russa non sta cedendo affatto. Ci stanno attirando sempre più in una trappola.

Dico: «Ci provo ancora. Forse il problema si è risolto,» e mi metto le cuffie in modo da non dover ascoltare la sua nuova teoria. Riesco solo a sentire un ruggito assordante che mi sembra proprio il rumore del fronte.



9 из 23