
«Abbiamo spedito dei messaggi,» dissi. «Ho scritto a mia madre per chiederle di lavorarmi a maglia un paio di guanti.»
Ci sono ancora problemi con la trasmittente. Abbiamo ricevuto un solo messaggio in due settimane. Diceva: «La resistenza russa sta cedendo,» e c’era così tanta elettricità statica che non abbiamo capito il resto. Abbiamo smontato due volte la trasmittente, pezzo per pezzo. La prima volta abbiamo trovato un cavo staccato, ma la seconda niente. Se ci fosse Hans, troverebbe subito il problema.
«Ho una teoria sulla trasmittente,» dice Muller. Ha elaborato dieci teorie in altrettanti giorni: il magnete dei russi sta risucchiando i nostri segnali nella sua direzione; le luci settentrionali, che si sono spostate inquiete all’orizzonte, creano una cortina che blocca i segnali della trasmittente; la resistenza russa non sta cedendo affatto. Ci stanno attirando sempre più in una trappola.
Dico: «Ci provo ancora. Forse il problema si è risolto,» e mi metto le cuffie in modo da non dover ascoltare la sua nuova teoria. Riesco solo a sentire un ruggito assordante che mi sembra proprio il rumore del fronte.
