Dopo il servizio funebre s’era incamminata in cupa solitudine verso l’uscita, senza rispondere alle mani che la toccavano e alle voci colme di benevolenza di chi le assicurava, con crudele cecità, che senza dubbio i suoi genitori sarebbero divenuti santi, seduti alla destra del Signore. Che razza di conforto potevano dare quelle parole a una bambina? — Non ci perdonerà per ciò che le abbiamo fatto oggi — aveva detto Pipo a sua moglie.

— Perdonarci? — Conceição non era una di quelle mogli che da una parola ricostruiscono la catena di pensieri del marito. — Non siamo stati noi a uccidere i suoi genitori, e…

— Ma oggi ci sono troppi sorrisi intorno a lei. Questo non lo dimenticherà mai.

— Sciocchezze. Comunque, lei non può capire. È troppo piccola.

Capisce, invece, aveva pensato Pipo. Forse che Maria non capiva queste cose, quand’era ancor più giovane di Novinha?

Negli anni successivi — otto ne erano trascorsi da quel giorno — gli era capitato di rivederla ogni tanto. Aveva la stessa età di suo figlio, e fino al tredicesimo compleanno i due erano stati in classe insieme. A volte l’aveva sentita discutere un suo lavoro nell’aula della scuola, ed era rimasto stupito dalla sua chiarezza intellettuale e dall’eleganza con cui sapeva esporre le idee. Ma nello stesso tempo gli era apparsa fredda, completamente distaccata dagli altri. Libo non era certo espansivo, però la sua timidezza non gli aveva impedito di farsi molti amici e conquistare il favore degli insegnanti. Novinha invece non aveva legami di amicizia, non c’era nessuno di cui cercasse lo sguardo dopo un momento di vittoria o di scoramento. Anche agli insegnanti era impossibile trovarla in qualche modo simpatica, visto che rifiutava la confidenza altrui al punto di non rispondere a chi le rivolgeva la parola.



13 из 449