
Hawks rifletté per un minuto, poi disse: — Molto bene. Quando posso vedere quell'uomo?
Connington si dondolò di nuovo all'indietro, e trasse dal sigaro una boccata soddisfatta. — Anche subito. Vive qui vicino, sulla costa… là su quelle scogliere.
— Ne conosco l'ubicazione, più o meno.
— Bene. Se lei ha un'ora a disposizione, cosa ne direbbe di andarci subito?
— Non ho nient'altro da fare, se salta fuori che quello non è l'uomo adatto.
Connington si stiracchiò e si alzò. La cintura gli scivolò sotto lo stomaco sporgente, ed egli si fermò per tirarsi su i calzoni. — Permetta una telefonata — mormorò pro forma senza togliersi il sigaro dalla bocca, e allungò le mani sulla scrivania di Hawks. Chiamò un numero esterno e parlò brevemente con qualcuno — per un attimo anche in tono acido — per annunciare che stavano arrivando. Poi chiamò il garage dell'azienda e ordinò che gli portassero l'auto davanti all'ingresso principale. Quando depose il ricevitore, aveva ripreso a ridacchiare. — Beh, scendiamo, la macchina ci starà aspettando.
Hawks annuì e si alzò.
Connington gli rivolse un gran sorriso. — Mi fa piacere, quando qualcuno mi dà corda. Mi piacciono quelli che rimangono sospettosi quando offro loro ciò che vogliono. — Stava ancora ridendo per il suo scherzo ben riuscito. — Più mi danno corda, e più io ho spazio operativo. Lei non la vede così. Se lei trova qualcuno che può darle fastidio, abbassa la saracinesca. Si chiude nel suo guscio e ci resta, perché ha paura che si tratti di un fastidio che non è in grado di risolvere. Fanno quasi tutti così. Ecco perché, uno di questi giorni, io diventerò il presidente di questa azienda, mentre lei rimarrà capo della Divisione Ricerche.
