Hawks sorrise. — E allora le farebbe piacere, partecipando al Consiglio d'Amministrazione, dover dire che il mio stipendio deve essere più alto del suo?

— Già — disse Connington, con aria riflessiva. — Già, ci sarebbe anche quello. — Gettò a Hawks un'occhiata di sbieco. — E fa anche sul serio.

Fece cadere la cenere del sigaro proprio al centro della carta assorbente, sulla scrivania di Hawks. — Qualche volta fa molto caldo dentro alla sua tuta isolata, non è vero?

Hawks abbassò lo sguardo imperturbabile sulle ceneri e poi l'alzò verso il volto di Connington. Frugò in un cassetto, ne tirò fuori una piccola busta e se la mise in tasca. Poi chiuse il cassetto. — Credo che la sua macchina ci stia aspettando — disse senza alzare la voce.


Percorsero l'autostrada costiera con la Cadillac nuova di Connington, fino a quando deviava verso l'interno, allontanandosi dalle scogliere affacciate sull'oceano. Là, in un punto dove sorgeva solitario un piccolo emporio con due pompe di benzina, Connington svoltò in una stretta strada dal fondo di sabbia, che correva verso l'acqua tra i palmeti e i pini. Poi la macchina scese sobbalzando verso una stretta fascia di strada ghiaiata che costeggiava la base delle scogliere, poche spanne al di sopra del livello dell'alta marea.

Le scogliere erano a piombo, composte di una pietra ruvida e friabile che si era spaccata verticalmente, lasciando solchi e canaloni il cui fondo era pieno degli stessi detriti che erano stati usati per formare la strada. L'auto avanzava frusciando, con un parafango che sporgeva sull'acqua e l'altro a una trentina di centimetri dalla roccia.

Avanzarono in questo modo per alcuni minuti, mentre Connington canticchiava tra sé con voce tenorile e Hawks se ne stava tranquillo, con le mani sulle ginocchia.

La strada cambiò, divenne una pendenza ricavata dalla parete rocciosa: in molti punti, la pietra friabile sporgeva pericolosamente sulla strada.



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