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Il direttore del personale della Continental Electronics era un uomo dalla faccia larga che si chiamava Vincent Connington. Entrò a passo vivace nell'ufficio di Hawks e gli strinse entusiasticamente la mano. Indossava un abito di shantung celeste e un paio di stivali color ruggine, alla cow-boy; e mentre sedeva nella poltrona destinata ai visitatori, strizzando gli occhi ai raggi del sole pomeridiano che filtrava dalle veneziane, si guardò intorno e osservò: — Di sopra, ho anch'io lo stesso ufficio. Certo, fa un'altra figura con una moquette sul pavimento e qualche buon quadro alle pareti. — Poi si rivolse di nuovo a Hawks con un sorriso. — È un piacere venire qui a parlare, dottore. Ho sempre avuto una grande ammirazione per lei. Dirige un dipartimento, eppure eccola qui, a lavorare insieme ai suoi subordinati. Io non faccio altro, tutto il giorno, che starmene seduto a una scrivania e assicurarmi che i miei impiegati mandino avanti l'ordinaria amministrazione senza combinare pasticci.

— Sembra che se la cavino bene — disse Hawks, in tono neutro. Cominciava inconsciamente a raddrizzarsi sulla sedia e a nascondere il viso dietro una maschera inespressiva. Il suo sguardo sfiorò gli stivaletti di Connington, una volta sola, e poi li evitò con cura. — Almeno, il suo dipartimento mi invia alcuni ottimi tecnici.

Connington ostentò un gran sorriso. — Nessuno ne ha di migliori. — Poi si sporse verso Hawks. — Ma questa è roba normale. — Si tolse dal taschino il memorandum interno di Hawks. — Questa, invece… questa richiesta voglio sbrigarla personalmente.

Hawks disse, guardingo: — Spero che possa farlo. Immagino ci vorrà un po' di tempo per trovare un uomo che corrisponda ai requisiti specificati. Mi auguro che lei si renda conto che, purtroppo, non abbiamo molto tempo. Io…



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