E la fune resse, legata per un capo a un albero, per l’altro al carro; sì, resse. Il fiume non riuscì a trascinare il carro a valle; lo fece soltanto girare lentamente verso riva, come un bambino che fa dondolare un sasso appeso a uno spago, e quando il carro scricchiolando si arrestò, questo avvenne proprio contro la sponda, col timone girato verso monte.

«Ha retto!» esclamarono i ragazzi.

«Sia ringraziato il Signore!» gridò Eleanor.

«Il bambino sta venendo» sussurrò Faith.

Ma tutto ciò che Alvin riusciva a udire era quell’unico grido soffocato, l’ultimo suono uscito dalla gola del suo primogenito; tutto ciò che riusciva a vedere era il suo ragazzo aggrappato all’albero che capitombolava nell’acqua; e tutto ciò che poté dire fu una sola parola, un unico ordine. «Vivi» sussurrò. Fino a quel momento, Vigor gli aveva sempre obbedito. Gran lavoratore, compagno volonteroso, più amico o fratello che figlio. Ma stavolta Alvin sapeva che il figlio gli avrebbe disobbedito. Eppure lo sussurrò ugualmente. «Vivi».

«Siamo salvi?» chiese Faith con voce tremante.

Alvin si voltò per affrontarla, cercando di cancellare l’angoscia dal proprio viso. Non avrebbe avuto senso farle sapere il prezzo che Vigor aveva pagato per salvare lei e il bambino. Per questo ci sarebbe stato tempo a sufficienza dopo la nascita del piccolo. «Sei in grado di scendere dal carro?»

«Che cos’è successo?» chiese Faith, scrutandolo.

«Mi sono preso una gran paura. Quell’albero avrebbe potuto ammazzarci. Sei in grado di scendere, adesso che siamo a riva?»



19 из 273