
Mi invitò a sedere con un cenno. — Quando scese le scale non vide nessuno — proseguì — ma c’era un cadavere disteso in una bara nella Sala Orientale. Il viso del morto era coperto da un panno nero, e Lincoln chiese alla guardia in piedi alla porta di chi si trattasse, e la guardia rispose “Il Presidente. È stato assassinato.”
Mi stava guardando con occhi animati, aspettando che dicessi qualcosa, ma io non avevo proprio idea di cosa potessi dire. — Aveva fatto questo sogno… un mese circa prima di morire, vero? — tentai, esitante.
— Due settimane. Il due di aprile. L’avevo già letto da qualche parte, ma appena dopo la tua partenza l’agente di Mc Laws e Herndon ha chiamato perché voleva sapere quale libro avevo in programma, dopo Il Legame del Dovere. Voleva metterlo nella presentazione della conferenza stampa di stasera. Le ho detto che non lo sapevo, ma subito dopo ho iniziato a pensare a un libro su Lincoln.
Il libro su Lincoln. Ecco di che si trattava. Forse avrei dovuto esserne contento, perché se incominciava a pensare a un nuovo libro avrebbe smesso di pasticciare sul Legame del Dovere. Il problema era che il libro su Lincoln non sarebbe stato un nuovo libro, Broun lo chiamava il libro della sua crisi di maturità, anche se aveva iniziato a scriverlo solo raggiunta la sessantina. — Avevo paura di morire prima di riuscire a scrivere qualcosa di importante, e ho ancora paura. Non sono ancora riuscito a capire da che parte abbordare la dannata faccenda — mi aveva detto ridendo la prima volta che mi ero presentato da lui per il lavoro, ed ero convinto che dicesse sul serio. Un anno dopo aveva iniziato di nuovo a lavorarci, ma senza andare oltre un abbozzo ancora troppo generale.
