
— Ha anche prelevato un campione per un controllo incrociato?
— Io… credo di sì. Posso chiedere al medico della flotta se lo ha ricevuto prima che gli eventi ci travolgessero.
L’ammiraglio Vorpatril aveva un’espressione di ferita meraviglia. — Pensavo che il povero Solian fosse stato assassinato da… — ma si interruppe.
— Non mi sembra che questa sia un’ipotesi da escludere, ancora — lo consolò Miles. — In ogni caso, al momento era quello che lei onestamente credeva. Incarichi il suo medico di esaminare più a fondo i campioni, se non le dispiace, e mi riferisca.
— Devo riferire anche alla Sicurezza della Stazione?
— Ah… magari non subito.
Anche se i risultati fossero risultati negativi, il fatto stesso che l’analisi fosse stata eseguita avrebbe incrementato i sospetti dei quad nei confronti dei barrayarani. E se erano positivi… Miles voleva prima di tutto pensare a questo.
— In ogni modo, poi cosa è successo?
— Che Solian facesse parte della Sicurezza della Flotta rendeva il suo omicidio, o almeno, l’apparente omicidio, particolarmente grave — ammise Vorpatriì. — Che stesse cercando di tornare indietro per avvertirci di qualcosa? Non lo potevamo sapere. Così ho annullato tutte le licenze, dichiarato lo stato d’allerta, e ho ordinato a tutte le navi di lasciare l’ormeggio.
— Senza spiegare a nessuno il perché — aggiunse Molino.
Vorpatril gli lanciò un’occhiataccia. — Durante un allarme, un comandante non si può fermare a spiegare il perché dei suoi ordini. Si aspetta obbedienza pronta e assoluta. E poi, a giudicare da come voialtri stavate mordendo il freno e lamentandovi per i ritardi, non pensavo proprio che sarebbe stato necessario ripetermi. — Un muscolo si stava contraendo sulla sua guancia; inspirò e poi riprese a raccontare: — A questo punto, si è verificato un altro problema.
