Rogers si alzò, e appoggiando le mani sulla scrivania osservò i componenti del personale speciale, che stavano aspettando.

«Ebbene?»

Barrister, l'esperto inglese di servomeccanismi, si tolse la pipa di bocca.

«Non so. È quasi impossibile dirlo, dopo poche ore di esami.» Sospirò profondamente. «A dire il vero, sto facendo degli esami, ma non ho la minima idea dei risultati che potrò ottenere, se li potrò ottenere, e in quanto tempo.» Fece un gesto significativo. «Non si può ricavare qualcosa da un individuo ridotto nelle sue condizioni. Non possiamo penetrare al di sotto della superficie. Metà degli strumenti sono inservibili. Nelle sue parti meccaniche ci sono tanti componenti elettrici, che le immagini e i dati che cerchiamo di ottenere risultano irrimediabilmente “bianchi”. E non possiamo neppure determinare l'amperaggio che hanno usato. Quando tentiamo, gli facciamo male.» Abbassò la voce, con aria di scusa. «Comincia a gridare.»

Rogers fece una smorfia:

«Ma è Martino?»

Barrister si strinse nelle spalle.

Rogers improvvisamente batté il pugno sul piano della scrivania.

«Che diavolo facciamo?»

«Prendiamo un apriscatole» suggerì Barrister.

Nel silenzio che seguì, si udì la voce di Finchley, che era stato temporaneamente assegnato a Rogers dal Federal Bureau of Investigation americano:

«Guardate questo.»

Premette un pulsante, e il proiettore che aveva portato con sé cominciò a ronzare, mentre l'americano abbassava le luci dell'ufficio. Puntò il proiettore contro una parete libera, e la pellicola cominciò a svolgersi.

«Ripresa dall'alto» spiegò. «Illuminazione a infrarossi. Crediamo che non possa notarla. Crediamo che stia dormendo.»



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