
«Rogers, che succede? Cosa c'è che non va? I vostri uffici non sono in grado di affrontare una cosa del genere!»
«Mi spiace, signore. Non ho il coraggio di spostarlo. In questa città, ci sono troppi posti nei quali anche i muri hanno orecchie. L'ho portato qui e l'ho chiuso in cella, e mi sono assicurato che non potesse neppure avvicinarsi al mio ufficio. Dio soltanto sa quello che cerca, e quello che può fare.»
«Rogers… Martino ha attraversato il confine, stanotte, o no?»
Rogers esitò.
«Non lo so» rispose.
Rogers ignorò gli uomini che riempivano la stanza, e abbassò il capo sui due incartamenti; non pensava, cercava semplicemente di radunare tutte le sue forze.
Entrambi gli incartamenti erano aperti alla prima pagina. Uno era piuttosto voluminoso, pieno di informazioni ricavate dalla Sicurezza, di rapporti, di notizie sulla carriera, e di tutti gli altri dati che, nel corso degli anni, si accumulano su un individuo che lavora per il governo. In copertina era scritto: Martino, Lucas Anthony. La prima pagina era piena dei soliti dati riguardanti l'identità: altezza, peso, colore degli occhi, colore dei capelli, data di nascita, impronte digitali, dentatura, segni particolari e cicatrici. C'erano le solite fotografie, che rappresentavano un uomo nudo, muscoloso e robusto, dai lineamenti intelligenti e rassicuranti, dal naso un po' grosso; le foto erano le solite, primo piano, di fronte e di schiena, di profilo da entrambe le parti.
Il secondo incartamento era più sottile. Per il momento, all'interno di esso non c'era nulla, all'infuori delle fotografie, e sulla copertina era stato scritto: Vedi Martino, L.A. (?). Le fotografie mostravano un uomo muscoloso e robusto con il fianco sinistro solcato da profonde cicatrici, che risalivano verso il petto, sulle spalle, e praticamente lo avvolgevano. Il braccio sinistro era artificiale, fino alla spalla, e sembrava inserito direttamente tra i muscoli pettorali e dorsali. La base della gola era circondata da profonde cicatrici, e la testa era completamente metallica.
