— Qual è la vostra diagnosi, Karl? — chiese.

— Per me non può essere altro che il controllo manuale di un portello stagno… probabilmente un congegno di emergenza in caso di mancanza di energia. Non riesco a immaginare nessuna tecnologia, per quanto progredita, che non prenderebbe una precauzione del genere.

E doveva anche essere sicura al cento per cento, pensò Norton, perché quel congegno poteva funzionare solo se non c'era il pericolo di danneggiare tutto il sistema.

Norton afferrò due raggi opposti della ruota, posò saldamente i piedi per terra, e provò a farla girare. La ruota non si mosse.

— Datemi una mano — disse a Mercer.

Impugnarono un raggio per ciascuno e spinsero con tutte le loro forze, ma inutilmente.

Naturalmente non era obbligatorio che gli orologi e i cavatappi di Rama fossero costruiti in modo da girare nella direzione in cui ruotavano sulla Terra.

— Proviamo nel senso opposto — suggerì Mercer.

Questa volta, la ruota non oppose resistenza e compì senza sforzo un giro, prima di arrestarsi.

A mezzo metro di distanza, la parete curva della scatola di pillole cominciò a muoversi come una conchiglia che apre le valve. Alcune particelle di polvere, sospinte dall'aria che usciva dall'interno, sciamarono verso lo spazio, luminose come diamanti quando furono investite dalla luce del Sole.

La strada che portava a Rama era aperta.

6

Al dottor Bose capitava spesso di pensare che era stato un grosso errore installare sulla Luna la Sede dei Pianeti Uniti. La Terra dominava inevitabilmente le sedute, come dominava il paesaggio che si stendeva fuori della cupola. Se proprio erano stati costretti a costruirla lì, avrebbero potuto farla a Farside, sulla faccia in ombra dove il disco ipnotico non diffondeva mai i suoi raggi.



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