— Bene, sarà di grande aiuto.

— Un'altra cosa: vogliamo agire con prudenza e mandare una squadra solo fino a metà scala e ritorno, o tentiamo subito tutta la discesa?

— Se avessimo più tempo a disposizione, opterei per la cautela. Ma abbiamo i giorni contati e non credo sia pericoloso arrivare fino in fondo e dare un'occhiata.

— Grazie, Laura. Ci tenevo al tuo parere. Incaricherò il secondo di provvedere ai dettagli. E ordinerò che tutto l'equipaggio, a turni, si eserciti mezz'ora al giorno nella centrifuga, a mezzo g. Contenta?

— No. Giù sulla pianura di Rama la gravità è di zero sei g, e voglio un margine di sicurezza. Facciamo tre quarti…

— Accidenti!

— Per dieci minuti.

— D'accordo.

— Due volte al giorno.

— Laura, sei una donna dura e crudele. Ma faremo come vuoi tu. Ne parlerò dopo cena. Così guasterò la digestione a molta gente.


Quella era la prima volta che il comandante Norton vedeva Karl Mercer inquieto. Aveva parlato per un quarto d'ora di problemi logistici con la sua solita competenza, ma era chiaro che qualcosa lo preoccupava. Il Comandante, che non ne conosceva i motivi, aspettava pazientemente che l'altro gli parlasse.

— Siete sicuro, Comandante — si decise finalmente Mercer, — siete sicuro di dover guidare voi la spedizione? Se dovesse succedere qualcosa sarebbe bene che mi trovassi io al vostro posto. Non sarebbe difficile sostituirmi. E poi sono quello che ha esplorato Rama più degli altri, anche se molto parzialmente.

— È vero, ma stavolta è il Comandante che deve mettersi alla testa dei suoi soldati, eabbiamo già deciso che in questa spedizione non ci sono rischi più che nella precedente. Comunque, al primo segnale di pericolo risalirò così svelto da battere il record delle Olimpiadi Lunari.

Aspettò altre obiezioni, che però non vennero, sebbene Mercer continuasse ad avere un'aria infelice. Ebbe compassione di lui, e gli disse gentilmente: — E scommetto che Joe mi batterà sul traguardo.



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