Gli uomini riuscivano a camminare senza difficoltà fisiche o psicologiche. Solo la forza di gravità inferiore impediva loro di credere che stessero scendendo un'ampia e lunga gradinata terrestre. Norton aveva visitato le rovine di un tempio azteco, e adesso riprovò la stessa sensazione di allora, anche se centuplicata. C'era lo stesso senso di mistero e di timore reverenziale, unito alla tristezza per un passato scomparso per sempre. Qui tuttavia era tutto talmente ampliato, sia nel senso dello spazio che in quello del tempo, che la mente si rifiutava di mantenersi in uno stato di stupore continuo. Norton pensava che forse un giorno Rama gli sarebbe parsa normale.

Ma il parallelo con le rovine terrestri falliva completamente sotto un altro aspetto. Rama era infinitamente più antico di qualsiasi costruzione sopravvissuta sulla Terra, ancor più antico della Grande Piramide, eppure tutto sembrava nuovo di zecca, non c'erano segni di logorio o di decadenza.

Questo aspetto di Rama aveva dato molto da pensare a Norton, che alla fine era giunto alla conclusione che gli sembrava più plausibile, ovvero che la zona fino allora esaminata faceva parte di un sistema secondario d'emergenza che veniva usato pochissimo. Non riusciva a immaginare i ramani a meno che non fossero fanatici dell'esercizio fisico di una specie sconosciuta sulla Terra) che salivano e scendevano quelle interminabili scale. Forse le tre gradinate che formavano un'enorme Y erano servite solo durante il periodo di costruzione di Rama, e in seguito non erano più state usate. Per il momento, questa teoria poteva anche reggere, eppure Norton sentiva che era sbagliata.

Nell'ultimo chilometro non scivolarono sulla ringhiera, ma scesero i gradini due alla volta in lunghi salti regolari. L'aveva ordinato Norton perché serviva a esercitare i muscoli di cui avrebbero dovuto per forza servirsi in seguito. Quando la scala terminò, così bruscamente da lasciarli interdetti, si trovarono davanti l'enorme distesa grigia della pianura, debolmente illuminata dal lontanissimo raggio del riflettore e che si perdeva nel buio a poche centinaia di metri di distanza.



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