
Sebbene Davidson si fosse dimostrato contrario al lancio della sonda oltre Nettuno, il progetto fu approvato. Tuttavia, lui non vedeva il motivo di spendere altro denaro per un'impresa che non riteneva interessante. Parlò con eloquenza delle follie della caccia agli asteroidi, e dell'urgente necessità di un nuovo interferometro ad alta definizione da installare sulla Luna per cercare di avere una conferma definitiva alla teoria, tornata recentemente di moda, secondo cui l'origine dell'universo era dovuta al big bang.
Questo fu un grosso errore tattico da parte sua, perché facevano parte del Consiglio anche i tre più ardenti sostenitori della teoria dello stato costante modificato. Nel loro intimo, i tre erano d'accordo con Davidson sul fatto che la caccia all'asteroide fosse uno spreco inutile di denaro, però…
Davidson perse per un voto.
Tre mesi dopo, la sonda spaziale, ribattezzata Sita, fu lanciata da Fobos, la luna interna di Marte. Il suo volo durò sette settimane, e gli strumenti di bordo vennero attivati al massimo solo cinque minuti prima dell'intercettazione. Contemporaneamente, la sonda liberò una grande quantità di macchine fotografiche miniaturizzate e automatiche, che, sorpassando Rama, lo avrebbero fotografato da tutte le parti.
Le prime immagini, prese a diecimila chilometri di distanza, polarizzarono l'attenzione di tutta l'umanità. Su miliardi di teleschermi apparve un minuscolo cilindro liscio, che si andava ingrandendo di secondo in secondo. Quando ebbe raddoppiato le dimensioni iniziali, nessuno pensò più che fosse un oggetto di origine naturale.
