
Il quale, adesso, si guardava attorno sconcertato. Era convinto che lo avrebbero zittito all’istante e il suo unico scopo era stato quello di dire più cose possibili, o meglio, di dare finalmente libero sfogo alla sua rabbia, anche se per pochi secondi.
Ma non accadde nulla. Nessuno dei suoi fratelli sacerdoti si precipitò verso di lui, o si comportò come se stesse succedendo qualcosa fuori dall’ordinario. E la sua rabbia implacabile continuò a parlare per lui.
— Cittadini di Megateopoli, quello che sto per chiedervi di fare vi costerà molto. Vi costerà molto più del lavoro in miniera, anche se non vi chiederò di alzare neppure un dito. Voglio che voi ascoltiate le mie parole e che poi le soppesiate per vedere se sono vere, che giudichiate il valore di quanto dico e che agiate di conseguenza. Voi forse non capite neppure il significato di quello che vi sto dicendo, ma dovete sforzarvi di farlo. Soppesare le mie parole per vedere se dico la verità? Significa semplicemente confrontarle con quanto accade nella vostra vita quotidiana, non con quello che vi è stato detto. Giudicare? Significa decidere se volete qualcosa oppure no dopo aver appreso di che cosa si tratta. Io lo so che i preti vi hanno detto che questo è sbagliato, ma voi dimenticatevi dei preti! Dimenticate che io indosso questa veste rossa. E ascoltate, ascoltate!
Adesso era chiaro che la Gerarchia sarebbe intervenuta. Non gli avrebbero permesso di pronunciare una sola parola di più! Senza volerlo sollevò gli occhi sulla statua del Grande Dio. Ma l’idolo, imperturbabile, non prestava alcuna attenzione a quanto accadeva nella Piazza, non più di quanta un essere umano avrebbe potuto prestarne a uno sciame di formiche attorno a un grumo di zucchero.
— Voi tutti conoscete la storia dell’Età dell’Oro — stava già dicendo Jarles, con la voce vibrante di segreti da svelare. — La sentite ripetere tutte le volte che vi recate alla Cattedrale. In origine, il Grande Dio aveva donato a tutti gli uomini poteri divini, affinché potessero vivere come in paradiso, senza faticare né soffrire.
