«Non l’avevo notato,» disse Vickers.

«Oh, ma sì,» disse il signor Flanders. «Moltissime cose, davvero. I carboidrati, per esempio. Una faccenda veramente sconcertante, non pare anche a lei, signor Vickers?»

«Be’, confesso di non averci fatto molto caso. Ho avuto tanto da fare che, purtroppo…»

«C’è sotto qualcosa,» disse il signor Flanders. «Glielo assicuro io.»

L’autobus arrivò, li superò e frenò, fermadosi all’angolo del drugstore.

«Mi dispiace molto, ma devo andare, signor Flanders,» disse Vickers. «Vado in città. Se riesco a tornare stasera, perché non mi viene a trovare?»

«Oh, verrò senz’altro,» rispose il signor Flanders. «Lo faccio quasi sempre.»

4

Prima c’era stata la lametta, la lametta da rasoio che non si consumava mai. E poi l’accendino che non sbagliava mai un colpo, che non aveva bisogno di pietrine né di ricarica. E poi la lampadina che avrebbe continuato a funzionare per sempre, a meno che non fosse capitato un incidente. E adesso toccava alle automobili Aeterna.

E in quello stesso quadro, da qualche parte, doveva esserci un posto anche per i carboidrati sintetici.

C’è sotto qualcosa, aveva detto il signor Flanders, davanti al negozio del vecchio Hans.

Vickers andò a sedersi accanto al finestrino, in fondo all’autobus, e cercò di rimettere ordine nei suoi pensieri.

Doveva esserci un collegamento… lamette da rasoio, accendini, lampade, carboidrati sintetici e adesso le automobili Aeterna. Da qualche parte doveva esistere un denominatore comune, per spiegare come mai si trattava proprio di quei cinque oggetti e non di altri cinque, per esempio tapparelle e pogo e yo-yo e aerei e dentifricio. Con le lamette un uomo si faceva la barba, con le lampadine si faceva la luce, con l’accendino si accendeva le sigarette e i carboidrati sintetici avevano risolto almeno una crisi internazionale e avevano risparmiato a parecchi milioni di persone la fame e la guerra.



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