Ma a questa società nessuno ha mai venduto un pezzetto di legno. Non risulta l’acquisto di niente… neppure di un cardine, neppure di un chiodo. Non viene assunto nessun operaio. C’è un elenco delle località nelle quali si trovano le sue fabbriche, e le località ci sono, ma le fabbriche no. E, per quello che noi sappiamo, nessuno è mai entrato o uscito dalla sede centrale, almeno dal giorno in cui abbiamo cominciato a sorvegliarla.»

«È una storia fantastica,» obiettò Vickers.

«Certo,» riconobbe Crawford. «Quelle case esistono. Sono fatte di legname e di tutti gli altri materiali che occorrono per costruire una casa. Da qualche parte devono pure esserci gli uomini che le hanno costruite. Il problema è che apparentemente non ci sono.»

Vickers tacque, per un momento.

«Signor Crawford,» disse poi, «mi perdoni una domanda. Perché la cosa le interessa tanto?»

«Be’, ecco,» disse Crawford, «questa è una delle cose che non avevo intenzione di dirle se non in un secondo tempo.»

«L’ho capito: ma me la dica ugualmente.»

«Io desideravo fornirle un quadro generale più particolareggiato, in modo che lei capisse da solo a che cosa miro. Il nostro interesse… direi, anzi, tutta la nostra organizzazione… potranno sembrarle un’assurdità, fino a quando lei non conosce il quadro generale.»

«C’è qualcuno che le fa paura,» disse Vickers. «Naturalmente non vorrà ammetterlo, ma lei ha paura, una paura tremenda.»

«Anche se le sembrerà strano, lo ammetto. Ma non si tratta di me, signor Vickers… si tratta dell’industria, dell’industria del mondo intero.»

«Lei pensa che quelli che fabbricano e vendono le case,» disse Vickers, «siano gli stessi che producono le automobili Aeterna e gli accendini e le lamette e le lampadine.»

Crawford annuì.

«E anche i carboidrati,» aggiunse. «A pensarci bene, è terrificante. Ci troviamo alle prese con qualcuno che rovina le industrie e fa perdere il posto di lavoro a milioni di individui, e poi offre agli stessi milioni di individui il cibo per vivere… lo offre senza tutte le lungaggini burocratiche e gli accertamenti e le difficoltà che fino ad oggi avevano caratterizzato l’assistenza ai disoccupati.»



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