
«Un’ottima idea, direi. Sono anni e anni che si parla di case a buon mercato, di un’abitazione per tutti, di una soluzione al problema degli alloggi. Se quanto lei mi dice è vero, forse questa è la volta buona.»
«Sì, un’ottima idea,» concesse Crawford. «Sarei l’ultimo a negarlo. Ma quelle case, vede manderanno in rovina le aziende elettriche. La centrale solare fornisce tutta l’energia di cui può esserci ragionevolmente bisogno… calore, illuminazione, forza motrice. Quando lei acquista una di quelle case, non ha bisogno di collegarsi alla rete della zona. La centrale solare pensa a tutto. E non si tratta dell’unico settore che verrà messo in crisi da quelle case. Migliaia di carpentieri, muratori, verniciatori edili, finiranno sul lastrico… saranno costretti a rivolgersi alla catena dei carboidrati. Alla fine, l’intera industria del legname andrà in rovina.»
«Capisco la faccenda dell’energia elettrica,» disse Vickers, «Ma mi pare che non abbia senso quella dei carpentieri e dell’industria del legname. Senza dubbio quelle case saranno fatte di legno, e ci vorranno dei carpentieri per costruirle.»
«Adoperano il legname, infatti, e qualcuno le costruisce, ma il fatto è che non sappiamo chi sia.»
«Potreste accertarvene,» suggerì Vickers, «Mi sembra abbastanza elementare. Deve trattarsi di una grossa organizzazione. Da qualche parte dovranno pure esserci segherie e fabbriche.»
«Esiste una società,» ammise Crawford. «Una società per le vendite. Abbiamo cominciato da lì la nostra indagine, e abbiamo scoperto il magazzino dal quale vengono spedite le unità prefabbricate per la consegna, quando è stata eseguita la vendita. Ma tutto finisce lì. Per quello che abbiamo potuto accertare, quelle case non vengono costruite da nessuna fabbrica. Vengono consegnate da una certa società, di cui conosciamo la ragione sociale e l’indirizzo.
