
«E allora noi ci siamo organizzati… e quando dico ’noi’, intendo parlare dell’industria mondiale… non solo l’industria americana, ma quella dell’America e del Commonwealth britannico, e del continente europeo, e della Russia, e di tutto il resto del mondo. Alcuni, naturalmente, erano scettici. Vi sono addirittura quelli che non hanno voluto entrare nella nostra organizzazione, temendo qualche trappola, diffidando di un’unione tra gruppi notoriamente in competizione tra loro: ma, in generale, posso dirle che la nostra organizzazione rappresenta tutte le principali industrie del mondo intero, senza distinzioni politiche né territoriali. Come ho già detto, preferirei che lei non facesse cenno a questo particolare.»
A questo particolare, pensò Vickers… tutte le industrie del mondo unite in una sola organizzazione, e quell’uomo lo chiamava un particolare.
«Per il momento,» rispose, «non ho intenzione di dire niente al riguardo.»
«Ci siamo organizzati,» proseguì Crawford, «e come può immagnare, abbiamo usato tutta la nostra influenza. E non si tratta di un’influenza piccola. Abbiamo esposto la situazione, e abbiamo esercitato certe pressioni, e qualcosa abbiamo fatto. Per esempio, nessun giornale, nessun rotocalco, nessuna stazione radio accetta più la pubblicità di quel tipo di merce, o ne parla in sede di notizia. Inoltre, nessun supermercato, né alcun negozio serio, vende lamette da barba, lampadine o accendini.»
«Ed è stato allora che vi siete accorti, malgrado tutta la vostra influenza,» disse Vickers, in tono discorsivo, «che essi erano più resistenti di quanto aveste pensato. Quando loro hanno aperto i loro negozi».
«Precisamente,» disse Crawford.
«Stanno mettendo radici dappertutto,» disse Vickers. «Proprio l’altro giorno hanno aperto un negozio a Cliffwood.»
