Kivrin si era recata da lui quando era ancora una studentessa del primo anno.

— Voglio andare nel medioevo — aveva dichiarato.

Era alta appena un metro e mezzo e con quei suoi capelli biondi raccolti in trecce non era parsa neppure grande abbastanza per attraversare la strada da sola.

— Non può — aveva ribattuto Dunworthy, commettendo così il suo primo errore: avrebbe invece dovuto rispedirla alla Sezione Medievale e dirle che doveva rivolgere quella richiesta al suo insegnante. — Il medioevo è un'epoca chiusa, perché quei secoli sono di livello dieci.

— Un livello globale — aveva ribattuto Kivrin, — e secondo il Signor Gilchrist è una valutazione ingiusta. Lui sostiene che tale valutazione non reggerebbe mai ad un'analisi condotta anno per anno e che è basata soprattutto sul livello di mortalità di quel periodo, che era prevalentemente dovuto alla cattiva nutrizione e all'assenza di supporto medico. La valutazione non sarebbe neppure lontanamente altrettanto elevata per uno storico che fosse stato vaccinato contro le malattie, quindi il Signor Gilchrist ha intenzione di chiedere alla Facoltà di Storia di rivedere la valutazione e di aprire una parte del quattordicesimo secolo.

— Non posso immaginare che la Facoltà di Storia acconsenta ad aprire ai viaggi temporali un secolo che ha conosciuto non soltanto la Peste Nera e il colera ma anche la Guerra dei Cento Anni — aveva ribattuto Dunworthy.

— Però potrebbero farlo, e in questo caso io ci voglio andare.



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