
— Ciii, ciii, ciii! — balbettò Murgatroyd disperatamente. — Ciii, ciii!
— Zitto! — grugnì Calhoun. — Qualche intelligentone a terra ha escogitato un nuovo modo di commettere un assassinio. E c’è quasi riuscito, anche! Ha pensato di scuoterci a morte come fa un cane con un topo, solo che lui usava una griglia di atterraggio. Spero proprio di averlo abbrustolito!
Ma non era probabile. Quantità di potenza come quelle usate per far atterrare una nave di ventimila tonnellate non sono controllate direttamente, ma per mezzo di comandi a distanza. La potenza che Calhoun aveva gettato nel campo di forza della griglia avrebbe fatto saltare i trasformatori della griglia con un bell’effetto di fuochi artificiali, ma era poco probabile che avesse raggiunto la persona che stava ai comandi.
— Ma sospetto, — disse Calhoun con aria vendicativa, — che considererà la faccenda come un avvenimento sfavorevole. Qualcuno gli salterà in testa anche, o per aver tentato di fare una cosa del genere oppure per non essere riuscito a farla. Solo che, soltanto a scopo di precauzione…
La sua espressione cambiò improvvisamente. Aveva tentato di non pensare al fatto che non aveva alcuna visibilità del cosmo fuori dalla nave. Ora gli venne in mente il telescopio elettronico. Non era stato in funzione, quindi non avrebbe potuto essere stato bruciato come gli schermi televisivi. Lo mise in funzione. Sulla sua testa apparve un campo di stelle.
