Jonas allungò la mano metallica per prendere la coppa del vino. — Mi hai detto che è molto bella e che ha i capelli neri come quelli di…

— Thecla. Ma quelli di Morwenna sono lisci, mentre quelli di Thecla erano ondulati.

— Come Thecla. Pare che tu l’abbia amata come io amo la tua amica Jolenta, anche se devo riconoscere che tu hai avuto molto più tempo a disposizione per innamorarti. E lei ti ha raccontato come il marito e i figli fossero morti per una malattia, probabilmente provocata dall’acqua. Il marito era più vecchio di lei, esatto?

— Aveva circa la tua età, penso — risposi.

— E una donna più anziana lo desiderava, e così tormentava la prigioniera.

— Solo a parole. — Nella corporazione, solo gli apprendisti indossano la camicia. Infilai i calzoni e misi il guanto di fuliggine, il colore più scuro del nero, sulle spalle nude. — Generalmente i clienti che vengono esposti in tal modo dalle autorità vengono lapidati. Quando arrivano a noi, sono pieni di lividi e spesso hanno perso anche qualche dente. Talvolta hanno delle ossa rotte e le donne di solito sono state violentate.

— Hai detto che è molto bella. Forse la gente pensa che sia innocente. Forse hanno avuto tutti pietà di lei.

Presi Terminus est, la sguainai e lasciai cadere il morbido fodero. — Gli innocenti hanno sempre dei nemici. La verità è che hanno paura di lei.

Uscimmo insieme.

Quando ero entrato nella locanda, ero stato costretto ad aprirmi un varco fra la folla dei bevitori. Allora, invece, si fecero da parte per lasciarmi passare. Indossavo la maschera e portavo Terminus est sulla spalla. Fuori, il chiasso della fiera si spense man mano che avanzavamo finché si ridusse a un brusio, come se stessimo attraversando un bosco.



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