
— Sono stato quasi sempre sulla scala, dietro di te.
— Allora hai potuto vedere bene. Avrai notato che è andato tutto come previsto dopo che abbiamo deciso di non aspettare la sedia. Ho praticato la mia arte in maniera da meritare gli applausi ed ero oggetto di grande ammirazione. Quando è tutto finito subentra un senso di stanchezza. Il Maestro Palaemon parlava di malinconia della folla e della corte, e sosteneva che alcuni le provano entrambe, altri non le subiscono affatto e altri ancora ne sperimentano una e non l’altra. Io sono afflitto dalla malinconia della folla; non penso che a Thrax mi sarà possibile capire se ho anche la malinconia della corte oppure no.
— E di che cosa si tratta? — Jonas, in quel momento, stava fissando la sua coppa.
— Un torturatore, diciamo un maestro della Cittadella, talvolta ha rapporti con esultanti del rango più elevato. Immagina un prigioniero importante che si suppone sia in possesso di informazioni preziose. Un funzionario di grado altissimo assisterà all’interrogatorio. Generalmente non ha una grande esperienza in fatto di operazioni tanto delicate, perciò rivolgerà continue domande al maestro e forse gli confiderà anche alcuni suoi timori riguardo il temperamento e la salute del prigioniero in questione. In tali circostanze un torturatore si sente al centro della situazione…
— E poi si sente depresso quando è tutto finito. Sì, immagino di capire…
— Hai mai visto di persona una situazione del genere quando le cose vanno male?
— No. Non mangi la carne?
— Non l’ho mai vista nemmeno io, ed è per questo che ero tanto teso. So di casi in cui il cliente è scappato fra la folla, di altri in cui è stato necessario colpire diverse volte con la spada per decapitare il condannato. Ancora, è successo che il torturatore abbia perso del tutto la propria sicurezza e sia stato incapace di portare avanti la cerimonia. Quando sono saltato sul palco, non avevo la certezza che a me non sarebbe accaduto niente del genere. Se mi fosse capitato, la mia carriera sarebbe finita, per sempre.
