L’oste, uno gnomo senza capelli che la sera prima mi aveva certo visto parlare con l’alcalde, ronzava intorno al mio tavolo asciugandosi il naso sulla manica, domandandomi se fossi contento di ogni portata — e per la verità era tutto molto buono — promettendomi cibi migliori per il pranzo e criticando la cuoca, sua moglie. Mi chiamava sieur, non perché mi avesse preso per un esultante in incognito, ma perché lì un torturatore, in qualità di braccio efficiente della legge, era una figura importante. Come la maggior parte dei paesani, non riusciva a immaginare che esistesse più di una classe sociale superiore alla propria.

— Il letto era comodo? Le coperte erano sufficienti? Ve ne faremo avere delle altre.

Avevo la bocca piena, così mi limitai ad annuire.

— Allora le porteremo. Tre basteranno? Tu e l’altro sieur state comodi nella stessa stanza?

Fui sul punto di rispondere che avrei preferito camere separate, sia perché credevo che l’Artiglio potesse essere una tentazione troppo grande anche per chi come Jonas non era un ladro, sia perché non ero abituato a dormire con altri, ma poi pensai che forse il mio compagno non si sarebbe potuto permettere una camera singola.

— Oggi ti fermerai qui, sieur? Quando sfonderanno il muro? Per togliere il bugnato basterebbe un muratore, ma hanno sentito Barnoch muoversi all’interno, e probabilmente ha ancora un po’ di forza. Potrebbe anche aver trovato un’arma. E comunque, potrebbe mordere le dita del muratore!

— Non assisterò ufficialmente, ma è probabile che vada a vedere.

— Verranno tutti. — Il locandiere si sfregò le mani, che scivolavano come se fossero oliate. — Ci sarà una fiera, sai. L’ha annunciata l’alcalde. È particolarmente portato per gli affari, il nostro alcalde. Qualsiasi altro uomo ti vedrebbe qui nel mio locale e non gli verrebbe in mente nulla. O per lo meno niente più del fatto di giustiziare Morwenna. Ma il nostro alcalde no! Lui ha un gran fiuto e sa sfruttare al volo le opportunità che gli si presentano.



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