Quando tornarono a galla per respirare, Valery chiese, sonnacchiosa: — Non hai turni di servizio, no?

Larry scosse la testa. — No, sono esonerato fino a dopo i funerali.

— Ah…

Seduto sulla cuccetta, Larry continuò a fissarla con amore, odiandosi. Faccio male. È tutto sbagliato…

— Larry…

— Dimmi.

— Se il Consiglio ci desse il permesso, mi sposeresti?

— Non rendere le cose più difficili di quello che sono, Valery.

— Rispondi. Mi sposeresti?

— Sì, certo.

Valery gli si sedette vicino. — Non è impossibile. Se davvero lo vuoi.

— Devi essere…

— No, si può fare — insistette Valery. — Fra due giorni il Consiglio deve eleggere il nuovo presidente, giusto? E il presidente e i membri a vita sono di classe A, e hanno opzioni genetiche più ampie di quelli di classe B, giusto?

— Sì, ma…

— Ho fatto le mie verifiche. Nella sezione dell’elaboratore, tu e Dan siete stati classificati praticamente pari: solo al terzo livello lui t’è passato davanti, e solo per un pelo. Ma se tu sei eletto presidente…

Larry scosse la testa. — È il turno di Dan di essere eletto presidente. Ha un anno più di me. E poi voleva cedere la carica a suo padre, quando fosse stato rianimato all’arrivo a Centauri.

— Ma adesso è tutto cambiato.

Larry s’accigliò. — No… io e Dan ne abbiamo discusso, tempo fa. Ha un anno più di me, ed è giusto che tocchi prima a lui…

A voce bassissima, Valery disse: — Questo significa che fra due mesi sarò la signora Christopher. A meno che tu non faccia qualcosa subito.

— Non posso…

— Dan non è in condizione di dirigere l’attività del Consiglio — disse Valery. — Tra due giorni, quando si farà la votazione, lui sarà ancora in infermeria. E molti dei membri anziani sono sempre stati dell’idea che è troppo emotivo per fare il presidente, anche solo per un paio di mesi. Soprattutto ora, che stiamo per arrivare a destinazione, vorrebbero un presidente più forte, dai nervi più saldi. Chiedi a mio padre se non è così che la pensano.



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